La seconda rivoluzione industriale
June 21, 2008 – 7:46 pmAltri appunti appena sfornati ^^.
La seconda rivoluzione industriale.
Tra il 1870 e il 1914 l’economia europea (ed in particolare quella inglese, culla, per l’appunto, della rivoluzione industriale) si trasforma: passa dallo stadio del cavallo a quello di ferrovia, dell’automobile, dell’aereo. L’industria si afferma come settore preminente. Progredisce inoltre la conoscenza del pianeta, l’uomo pare sempre più in grado di controllare e dominare il mondo e la natura. Nonostante tutto, però, la percentuale delle terre toccate è minima rispetto alle terre emerse.
Il punto saliente di questa rivoluzione è l’applicazione della scienza all’industria (scienza applicata).
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Innovazioni tecnologiche
· Ferro: grande robustezza in proporzione al peso e al volume, plasticità e durezza; può essere lavorato con precisione.
· L’acciaio: varietà superiore al ferro.
· L’industria chimica, la + multiforme delle industrie inizia a produrre alluminio, vetro, carta, gomma, seta artificiale, celluloide…
· L’elettricità, i cui due grandi pregi sono trasmissibilità e flessibilità.
· Il motore a scoppio, il quale ha originato l’automobile e la sfrenata ricerca del petrolio.
· Le esportazioni di capitali: i forti utili in eccedenza vengono diretti verso paesi arretrati per prendere il controllo delle industrie. Ciò muta il colonialismo in Imperialismo.
· La ferrovia: anche se il comfort dei passeggeri lascia ancora molto a desiderare l’Europa ne è interamente coperta; risulterà la premessa indispensabile dello sviluppo americano (ricordiamo l’Orient Express).
· La navigazione: i clippers a vela sono ancora più veloci dei “neonati” a vapore (stremers).
· Il telegrafo, i pneumatici e l’aereo.
· Le industrie di montaggio e di trasformazione le quali sfruttavano i neonati in primis i nastri trasportatori e le catene di convogliamento collegando così la produzione in serie alle macchine e all’organizzazione scientifica del lavoro.










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